27 ottobre 2014
Casa Nocera 2010
5 Grappoli per Casa Nocera 2010
Casa Nocera 2010 di PAGANI DE MARCHI conquista gli ambiti 5 Grappoli della Guida Bibenda 2015.
Complimenti a questa bellissima Azienda che si trova vicino nei pressi del paesino di Casale Marittimo, nella DOC Montescudaio.
2 ottobre 2014
OLIO…SÌ, MA QUALE!
Troppo semplice dire solamente olio e Fonte di Foiano, a Bolgheri, ci
spiega perché!
Nel Comune di
Castagneto Carducci, sulla collina del Segalari, insieme alle famose aziende
vitivinicole, troviamo Fonte di Foiano un frantoio, a gestione familiare, nato
dal sogno
di sempre di Michele e Marina Di Gaetano. Attualmente i figli, Paolo e Simone,
collaborano con i genitori e rappresentano la parte “moderna” dell’Azienda e
grazie a continue sperimentazioni e ricerche sono riusciti a conseguire
eccellenti risultati in Italia e all’estero. Il loro Grand Cru 2012,
infatti, è entrato nella top 12 mondiale della prestigiosa rivista tedesca Der
Feinschmecker, ottenendo il premio Olio Award 2013. L’olio Grand Cru è ottenuto da un blend di Maurino 50%, Frantoio 40% e
Moraiolo 10%, prodotto in quantità limitata da una determinata particella dell’oliveta. Altri premi
sono: Premio
Il Magnifico 2014, Fonte di Foiano presente tra gli 8 Finalisti; Medaglia d'oro
al Grand Cru 2013, Rassegna Verdeoro 2014, di
Rosignano Marittimo; Fonte di Foiano "1979" Vincitore categoria
Fruttato Intenso; Los
Angeles International Olive Oil Competition 2014 Fonte di Foiano "1979”
Medaglia d'oro categoria Fruttato Medio.
L’Azienda è
costituita da circa 25 ettari; lasciata Varese la famiglia ha iniziato con il
recupero di un’oliveta
secolare e nel corso degli anni hanno impiantato varietà come Moraiolo,
Frantoio, Gremignolo e Leccino, le classiche cultivar autoctone.
Verso
la fine degli anni ’80 sono state impiantate nuove olivete con varietà toscane
alloctone come il Pendolino, il Maurino, il Leccio del Corno, la Santa Caterina
ed altre varietà italiane come la Coratina, l’Ascolana e la Picholine, scelte
queste che danno caratteristiche fondamentali innovative e territoriali.
Nello
stesso periodo si decide di dare un’impronta personale al proprio olio
costruendo un frantoio in modo tale da frangere personalmente le olive; innovazione
e ricerca sono state alla base per cercare la miglior tecnica di estrazione per
la costruzione di questo macchinario secondo le esigenze aziendali, che può
essere sempre aggiornato. Il modernissimo frantoio, a due fasi, è della ditta
Toscana Enologica Mori, questo permette lavorazioni a freddo in atmosfera
modificata ovvero sottovuoto.
Produrre
un extravergine di qualità, per i due fratelli, è una sfida continua. Ogni
annata è diversa, come per il vino, ed è qui che entra in gioco la ricerca del
miglior sistema di frangitura possibile che è, insieme ad una materia prima di
alta qualità, la fase più delicata. Piccoli ma fondamentali accorgimenti come
le temperature, la velocità di frangitura, che cambia a seconda della cultivar,
e i tempi di gramolazione possono fare enormi differenze.
Ogni
cultivar ha i suoi tempi di maturazione e raccolta; la molitura delle olive
avviene entro 4 ore dalla raccolta, questo perché più i tempi di stoccaggio
sono alti maggiore è la percezione del difetto di “rancido” e di “avvinato”.
Vari
sono gli oli prodotti da Fonte di Foiano:
Monovarietale
Moraiolo: fruttato intenso, note di prato, foglia di pomodoro e
carciofo, ma anche di erbe aromatiche, amaro deciso, piccante medio e
persistente;
Monovarietale
Frantoio: fruttato intenso, foglia di carciofo ed erba con note di caffè,
piccante elevato e amaro ben presente;
Monovarietale
Pendolino: fruttato medio, note di erba e pomodoro maturo, amaro medio
e finale piccante;
Monovarietale
Leccino: fruttato medio e delicate note di erba e mandorla verde, amaro
e piccante medi;
Grand
Cru: Maurino 50%, Frantoio 30%, Moraiolo 10%, Picholine 10%, fruttato maturo intenso, note di pomodoro,
erba, carciofo e mallo di noce, amaro medio e piccante persistente nel finale;
1979:
Frantoio 60% e Moraiolo 40%, viene prodotto esclusivamente da piante secolari; fruttato
maturo intenso, foglia di pomodoro, amaro e piccante medi; un prodotto
estremamente piacevole e particolare;
Blend:
viene prodotto con olive verdi e invaiate, il fruttato è medio, note di erba e
carciofo, amaro e piccante equilibrati con buona persistenza;
Tanti
tipi di oli da abbinare in base al piatto, dall’antipasto al dolce, basta
imparare a conoscerli e scegliere, così, il più adatto.
11 settembre 2014
UN “BELFIOR” CHE SI SVELA TRA MARE E COLLINA
CANDIA DEI COLLI APUANI UNA DOC DA RISCOPRIRE
Dopo la DOC
Colli di Luni, interregionale con la Liguria, la DOC Candia dei Colli Apuani è
la prima zona vitivinicola che troviamo sulla costa Toscana.
La produzione delle uve del vino Candia si
attua nelle colline situate a pochi chilometri dal mare, nella provincia
di Massa-Carrara, “appoggiate” alle cime più alte delle Alpi Apuane; gli impianti
sono realizzati interamente su terrazzamenti. Si può parlare quindi di una
viticultura “estrema” e data l’aspra pendenza tutte le operazioni in vigna
vengono eseguite, rigorosamente, a mano.
I
riferimenti storici risalgono al 1508 e le prime note sulle tecniche di uvaggio
e di vinificazione al Bollettino del Comizio Agrario di Massa del 1878.
L’areale
di produzione più caratteristico è costituito da un blocco omogeneo collinare
fra Massa e Carrara formato da arenarie quarzoso-feldspatiche intercalate a
siltiti e argille; frequenti le formazioni di calcareniti.
In
questo suggestivo paesaggio troviamo Belfior, una giovane e
dinamica realtà, di circa 7 ettari vitati. Questa piccola azienda, a conduzione
familiare, nasce dalla voglia di creare vino di Tiziano Fioravanti che, orgoglioso,
ci parla dei suoi prodotti:
Bocciolo,
Aleatico in purezza, un Metodo Charmat intrigante e variegato; per regalare lo
splendido color rosa intenso si esegue una macerazione di 24 ore sulle bucce. Al
naso spicca la rosa canina per poi passare alla fragolina di bosco, al lampone e
all’iris, sul finale si riconosce il caratteristico sentore varietale
dell’Aleatico; bella la corrispondenza gusto olfattiva, chiude, infine, con il
ricordo della dolcezza delle fragoline, esaltata da un residuo zuccherino di
circa 18 g/l. Un vino sicuramente molto versatile adatto a un semplice aperitivo,
o come accompagnamento ai classici salumi toscani o a crudités di pesce;
Ripazzo,
Vermentino 50%, Trebbiano 20% e Malvasia di Candia 30%, un prodotto giallo
paglierino che regala profumi florali, come acacia e tiglio con un tocco di
camomilla, e fruttati come ananas, susina e pesca bianca. Al gusto le sensazioni
fruttate sono quelle che prevalgono, i 2 g/l di zucchero non svolto lo rendono di
facile beva; ideale per calde serate estive o per un semplice aperitivo in
compagnia;
Leo,
100% Vermentino, un giallo paglierino con riflessi dorati. Il bouquet riflette
il territorio di provenienza; si percepiscono sensazioni dolci di acacia e di
miele di rododendro, ma anche quelle più particolari di sambuco ed erbe
aromatiche, il tutto vivacizzato poi da note minerali. In bocca è “pieno”, buono l’equilibrio tra
morbidezza e acidità, bella la persistenza e con un finale morbido e resinato.
Si abbina bene a piatti di carne bianca o a preparazioni “importanti” a base di pesce, ma anche a formaggi con una buona
stagionatura;
Ciocco,
San Gioveto, Syrah, Merlot e Massareta, un vitigno locale; un rosso rubino
intenso, al naso si alternano le note tipiche del Sangiovese a quelle speziate
del Syrah; al secondo naso si percepiscono sentori di visciola, mirto, pino
marittimo e note terziarie di affinamento. In bocca non tradisce le
aspettative; la nota un po’ animale del Sangiovese si rivela, ma è mitigata dal
Merlot e dal Syrah. Freschezza e mineralità lo rendono ideale con carne alla
griglia e piatti ricchi di “succulenza”.
Un’Azienda,
come abbiamo già detto, giovane, ma con una grande voglia di migliorare e
progredire per crearsi un proprio spazio nella grande realtà vitivinicola
italiana. Tiziano dedica molta attenzione a tutte le fasi della produzione e
andandolo a trovare si resta colpiti dalla sua passione e disponibilità. Un Ripazzo,
o un Bocciolo, accoglierà gli eventuali visitatori, e grazie alle 3,5 atm, risultano
un ottimo calice di benvenuto!
La
Toscana è ricca di grandi vini, con nomi importanti, apprezzati sia in Italia
che all’estero, cerchiamo anche di conoscere un territorio rimasto
ingiustamente sopito!
20 giugno 2014
PROGETTO JIMO
Mi sento di condividere la presentazione del progetto Jimo: un enorme spazio commerciale a Nord-Est della Cina, dove le eccellenze italiane avranno la possibilità di vendere e promuovere i prodotti Made in Italy, grazie a personale locale qualificato, attraverso la piattaforma commerciale del governo cinese coordinata da Euro Top Brand e dall’esperienza decennale di Sun Wenyu (Angelo), cinese italiano di terza generazione, sostenuta in Italia da Confartigianato, Ice e Cna.
L'opportunità ha la finalità di far incontrare e far conoscere a imprenditori di piccole e medie aziende nel settore moda, agroalimentare, oreficeria, arredamento, oggettistica di design e artigianato artistico.
Opportunità
per il 100% Made in Italy in Cina, grazie a Progetto Jimo
Il
progetto Jimo fa decollare in Cina le piccole medie imprese dell’eccellenza
italiana. Euro Top Brand e
l’esperienza decennale di Sun Wenyu (Angelo), cinese italiano di terza
generazione, aiutano gli imprenditori italiani ad essere presenti in Cina con i
propri prodotti certificati 100% Made in Italy grazie alla piattaforma
commerciale in accordo con il governo cinese, punto di forza di tutto il
progetto sostenuto in Italia da Confartigianato, Ice e Cna.
La Cina premia il 100% Made in Italy delle piccole e medie
imprese che hanno scelto di partecipare al Progetto Jimo. Grazie all’esperienza
di Euro Top Brand in Italia, gli
imprenditori italiani stanno sbarcando nel distretto di Jimo, una città
all’ingrosso nella regione dello Shandong, confinante con la nota città di
Qingdao, snodo economico e turistico importante collegato a Corea e Giappone.
Una vetrina permanente di almeno un anno dell’eccellenza artigianale
all’interno del centro commerciale internazionale di 26 chilometri quadrati
dove la moda, l'agroalimentare, l'oreficeria, l’arredamento, l'oggettistica di design
e l'artigianato artistico possono trovare nuove fette di mercato e nuove
opportunità commerciali.
Le
realtà coinvolte. Grazie a Euro
Top Brand, start-up nata dalla Sun
Servizi presente sul mercato cinese dal 2004, gli imprenditori che
producono 100% Made in Italy certificato possono trovare supporto e consulenze
mirate a vendere il proprio bene in Cina a un prezzo molto vantaggioso grazie
al sostegno del governo cinese e al supporto in Italia di Confartigianato, Cna, Confederazione nazionale dell’artigianato e della
piccola e media impresa, e Ice,
l’Istituto del Commercio estero. «L’obiettivo è creare una vetrina diretta
permanente in Cina in modo da ottenere più contatti possibili e diretti –
spiega Sun Wenyu (Angelo) –, realizzando
la filiera corta nel Paese in modo da arrivare al prezzo finale al
consumatore a quattro volte il prezzo franco fabbrica e non otto volte come
succede attualmente con i vari importatori. La vendita diretta permette la
monetizzazione del magazzino, creando opportunità nuove per i nostri
imprenditori, consulenti export manager e reti d'impresa».
La zona
di Jimo si trova nel Nord-Est del Paese dove grazie a due aeroporti
internazionali, due snodi ferroviari e sette autostrade sono collegati cento
milioni di abitanti della regione. Il centro all'ingrosso sarà aperto al
pubblico in agosto 2014 con l’inaugurazione ufficiale il primo di ottobre, dopo
undici anni di lavori in corso, con 160mila dipendenti a servizio del
distretto. È una delle tre città ingrosso più importanti della Repubblica
popolare cinese per la distribuzione di abbigliamento con uno scambio
commerciale annuo di 30 miliardi di yuan. L'appoggio del governo locale è
dimostrato dalla creazione dello showroom pilota che ha dato la spinta
all’intera struttura con l’apertura dei diversi piani internazionali e quello
italiano.
Il
Progetto Jimo in numeri. Si tratta di 300mila mq di superficie di
vendita suddivisi in 100mila mq per hotel e ristoranti e 200mila mq per negozi
all'ingrosso e dettaglio. Con 21 ingressi, 96 ascensori, luci a led e pannelli
fotovoltaici si presenta come un vero e proprio distretto del commercio
all’ingrosso e al dettaglio. 20mila mq sono stati riservati al Made in Italy e
lo scopo del governo cinese è di creare un distretto permanente delle
eccellenze italiane in una zona in cui il mercato nazionale è già maturo. Le adesioni
al progetto sono ancora aperte. Per qualsiasi informazione potete inviare una
e-mail direttamente a jimo.veronica@gmail.com
17 maggio 2014
Targa AIS Lombardia II edizione ancora in rosa
Concorso
Targa Ais Lombardia 2014, rivolto agli studenti degli Istituti
Alberghieri, dopo
Elena Ribolzi, vincitrice della prima edizione 2013, anche quest’anno è
una ragazza a conquistare il primo posto.
Tanta voglia di apprendere
e di andare avanti. Il Franciacorta è la sua tipologia preferita … una ragazza
che vedremo ancora in questo mondo!
16 maggio 2014
GUARDA BOSCHI TENDE LA MANO A BAROLO BUSSIA
DUE STILI, DUE MONDI, DUE GRANDI VINI CHE PARLANO DI ELEGANZA!
L’Azienda Agricola FORNACELLE, situata nel cuore della “Bolgherese”, nasce alla fine dell’Ottocento.
Il nome è a testimonianza delle numerose ed antiche fornaci, i cui resti si
trovano ancora sotto la cantina. La Fattoria, a conduzione familiare, si
estende su una superficie di 15 ettari. L’ Azienda, di proprietà della famiglia
Billi-Batistoni da quattro generazioni, ha avuto un nuovo inizio nel 1998, anno
in cui Stefano Billi ha raccolto l’eredità familiare ed ha impiantato il nuovo
vigneto, selezionando vitigni e cloni a seconda del tipo di suolo presente nei
diversi appezzamenti. In seguito, nella conduzione aziendale, a Stefano si
unita anche la moglie Silvia. Oltre alla vigna un oliveto, di circa 1000 piante,
e altre coltivazioni ortofrutticole completano il quadro produttivo.
GUARDA BOSCHI BOLGHERI D.O.C. SUPERIORE è
il toponimo di una zona, già vigneto dei Conti Della Gherardesca, dove, da
impianti del 1998, si producono le uve per realizzare questo vino. Il vigneto è
posizionato a 40-60 m. sul livello del mare, all’interno di una zona, che per
la sua conformazione, è stata denominata Anfiteatro Bolgherese, con esposizione
a Sud.
Monforte d’Alba, Località Bussia,
circondati da uno splendido panorama vitivinicolo, nella cantina di Giacomo
Fenocchio, il 15 maggio ha avuto luogo un’insolita degustazione. Si può dire che un Bolgheri DOC
Superiore ha fatto la conoscenza del Barolo. Due uvaggi diversi, due vini
differenti, accomunati da una grande eleganza.
Sei annate a confronto…2001, 2003, 2004,
2005, 2007… uguali per entrambe le tipologie…2011 per Bolgheri e 2010 per il
Barolo.
La filosofia produttiva
dell’azienda FORNACELLE prende origine dal sapere contadino e dal rispetto per
i cicli stagionali della natura, per arrivare all’utilizzo di tecniche moderne,
per salvaguardare l’irripetibilità di un prodotto e del suo territorio. Ogni
cultivar ha una sua peculiarità e viene trattata distintamente nella potatura,
nella selezione dei grappoli, nel diradamento fogliare e in vendemmia.
GUARDA BOSCHI BOLGHERI D.O.C. SUPERIORE è
il toponimo di una zona, già vigneto dei Conti Della Gherardesca, dove, da
impianti del 1998, si producono le uve per realizzare questo vino. Il vigneto è
posizionato a 40-60 m. sul livello del mare, all’interno di una zona, che per
la sua conformazione, è stata denominata Anfiteatro Bolgherese, con esposizione
a Sud.
Un
taglio bordolese composto da 40% Merlot, 30% Cabernet Franc e 30% Cabernet
Sauvignon.
Ogni singolo vitigno viene vinificato in
purezza in barrique aperte di rovere francese. Fermentazione e macerazione
hanno una durata di 18 giorni e vengono utilizzati soltanto i lieviti presenti
nell’uva. L’affinamento si svolge per 15 mesi nelle stesse barrique, nuove, in
cui è avvenuta la fermentazione e poi per 12 mesi in bottiglia. Il vino non
subisce alcuna filtrazione.
Ricordiamo che il Guarda Boschi è stato un Bolgheri DOC fino alla vendemmia 2005, “ le vigne erano ancora troppo giovani per
produrre un Superiore” – spiega Stenano Billi- “ma in realtà nulla è cambiato a livello produttivo e di selezione! È stata solo una
scelta aziendale!”.
La degustazione ha messo in luce
l’eleganza dei vini e la loro evoluzione nel tempo…
2001 granato, con profumi terziari evidenti;
liquirizia e spezie dominano incontrastate;
2003 a dispetto dell’annata, la più calda del
decennio, ancora vivo e presente; note eteree e di frutta in composta;
2004 note fruttate di sottobosco e cassis,
grande freschezza, tannino morbido;
2005 naso elegante e articolato che va dal
sottobosco alle visciole, dalla resina alla vaniglia. Avvolgente e persistente
in bocca;
2007 si differenzia per una leggera nota
vegetale più evidente rispetto alle altre annate.
2011 ancora giovane, ma dalle grandi
potenzialità. Piacevole, avvolgente con un tannino graffiante che ci fa
intravedere un grande vino in evoluzione sotto mentite spoglie.
Ricordiamo la coraggiosa scelta aziendale
di non uscire con nessun “Superiore” 2010, ritenendoli non all’altezza a causa
della difficile annata.
Barolo uguale
Nebbiolo, vino elegante e austero, ma il cru Bussia, a Monforte d’Alba,
è riconosciuto come uno dei più vocati; regala vini con caratteristiche particolari: profumi che nel tempo evolvono in
goudron, elevata struttura, grande mineralità e con un colore molto
intenso.
Il Barolo Bussia
dell’Azienda Fenocchio è prodotto da un vigneto di circa 5 ettari con esposizione a Sud – Sud/Ovest, posizionato a 300 metri s.l.m.; l’età media delle viti è di 30 anni.
La vinificazione
avviene mediante metodo tradizionale
a lunga macerazione; la fermentazione è naturale senza aggiunta di lieviti per
30 giorni circa in vasche di acciaio inox e l’affinamento avviene per 6 mesi in
tini di acciaio inox, 30 mesi in botti di rovere di Slavonia di grande capacità
(35-50 hl) e poi successivamente in bottiglia.
2001 rosso granato scarico, tipico del Nebbiolo;
pot-pourri
di rosa con note di chinotto, elegante e fresco, con trama sottile;
2003 annata difficile, ma perfettamente
in forma; tannino presente su note di spezie dolci e pepate;
2004 la rosa prevale in questo bouquet
dolce e una leggera nota di linfa gli da un po’ di verve. Chiude con un finale ammandorlato;
2005 elegante e complesso al naso,
avvolgente e persistente in bocca. Un vino intrigante con morbidi tannini;
2007 morbido, persistente e avvolgente.
L’annata calda dà la sua impronta rendendolo quasi “ruffiano” e di facile beva;
2010 note cupe, frutta, visciole; in
bocca è piacevole, ricco di glicerina, ma con una bella spalla acida. Un vino
che non ci dispiacerebbe ritrovare nel bicchiere tra qualche anno.
Concludendo:
due grandi vini che rispecchiano due territori straordinari…impossibile fare
dei confronti, ma che tutti vorrebbero trovarsi nel bicchiere!
6 maggio 2014
PODERE IL CASTELLACCIO … SFIDA E DISFIDA: IL MORAIOLO
In
Toscana, l’olivicoltura si basa su tre cultivar principali: Moraiolo, Frantoio
e Leccino che hanno una fioritura sostanzialmente contemporanea.
Ma puntiamo l’attenzione sul Moraiolo!
Questa cultivar è presente nei principali areali olivicoli delle Regioni dell’Italia
centrale. È una
varietà rustica e poco esigente; predilige terreni collinari, ma si adatta a
vari suoli. Ha una vigoria limitata, una chioma poco voluminosa e mediamente
folta. I rami con i frutti sono corti e contorti rendendolo, così, inadatto alle macchine
raccoglitrici o potatrici. A volte ha difficoltà a rimarginare i tagli della potatura. Non risente
troppo della siccità del vento, ma teme i ristagni d'acqua. È autosterile, pertanto ha
bisogno di cultivar impollinatrice, e spesso il Pendolino serve proprio a sopperire
a questo difetto.
L'impiego
del "Moraiolo" è legato all'elevata resa in olio delle drupe e ad alte e
costanti capacità
produttive. Il suo olio risulta avere un buon contenuto in polifenoli, che sono “gli spazzini
delle arterie”, poiché combattono il colesterolo e i radicali liberi.
È
apprezzato anche per l’elevata presenza di squalene che è uno dei più importanti
costituenti del sebo, una sostanza oleosa che mantiene idratato lo strato più
superficiale dell’epidermide rallentando l’evaporazione dell’acqua.
L’oliveto copre una superfice
di circa 10 ettari, ad un’altezza di 100/160 metri sul livello del mare, quindi
in una zona prevalentemente collinare. Circa 2000 piante secolari si trovano in
ordine sparso a testimonianza di una forma di allevamento non industrializzata.
In corso sono i lavori di ampliamento dell’oliveto, ma sempre nel rispetto
della natura e del bosco circostante. Il terreno, per esigenze idrogeologiche,
rimane inerbito arrestando e limitando, così, fenomeni di dispersione di macro
elementi.
Nella parte bassa
dell’azienda si coltivano in prevalenza Leccino,
Moraiolo e Frantoio dai quali si ottiene un olio dal classico blend toscano
dai profumi intensi.
Nella parte più alta, invece,
si trovano le imponenti piante di Moraiolo
dalle quale si ottiene un pregiato olio monovarietale. Quest’anno, per la scarsa
ma ottima produzione della campagna olivicola
2013-2014, questo monocultivar è stato
imbottigliato solo nel formato da 0,250 l.
Ma vediamo le
caratteristiche!
Un olio dal fruttato
medio-intenso, di tipo verde, con note di carciofo e pomodoro. Al gusto è equilibrato, con buone sensazioni di amaro
e piccante; forte
ed elegante allo stesso tempo. Adattissimo per i condimenti a crudo, per le
bruschette o per le “freghe”; ottimo
sulle carni sia bianche che rosse, meno su pesci delicati.
Non
ci resta che provare quest’olio di Moraiolo in purezza, visto anche le sue
numerose qualità salutistiche, magari accompagnato dai vini che l’azienda
produce: “Dinostro”, un
Sangiovese in purezza, e “Valénte”, un blend composto al 70% da Sangiovese e il 30% rimanente suddiviso tra
Ciliegiolo, Foglia Tonda e Pugnitello.
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