24 ottobre 2013

DA NORD A SUD…DEGUSTANDO L’ITALIA


DA NORD A SUD…DEGUSTANDO L’ITALIA

Al The Westin Palace Hotel, lunedì 21 ottobre, grazie all’Ais Milano, avuto luogo un interessante banco di degustazione, in collaborazione con Agenti Milano 5. Alla degustazione sono intervenuti i produttori coadiuvati dagli agenti: G. Di Martino, G. Di Vincenzo, T. Lombardo, E. Luca, A. Melzi, S. Cecchi, L. Ferrari, E. Peressotti, B. Solci. Sedici le aziende presenti, dal Nord al Sud: ARUNDA - Meltina (BZ); CANTELE - Guagnano (LE); CANTINA MERANO - Marlengo (BZ); FIRRIATO - Paceco (TP); GAIERHOF - Trento (TN); GIORGI - Canneto Pavese (PV); IL MOSNEL - Camignone di Passirano (BS); JERMANN - Farra d'Isonzo (GO); MASI - Gargagnago di Valpolicella (VR); LUNGAROTTI - Torgiano (PG); PIO CESARE - Alba (CN); MICHELE SATTA - Castagneto Carducci (LI); SAN FELICE - Castelnuovo Berardenga (SI); TERREDORA - Montefusco (AV); VALDO - Valdobbiadene (TV); ZORZETTIG - Cividale del Friuli (UD).
Circa 63 i prodotti in degustazione…un’occasione per poter assaggiare o riassaggiare i vini delle Cantine presenti.
Qualche esempio…
MICHELE SATTA: Bolgheri Rosso Doc PIASTRAIA 2010. Un uvaggio di Cabernet 25%, Merlot 25%, Syrah 25%,Sangiovese 25%. Un taglio bordolese con un’importante percentuale di Sangiovese. Un vino di corpo con note vegetali e di frutta rossa; in bocca è avvolgente e persistente, con quella freschezza data dal Sangiovese. Toscana Igt CAVALIERE 2007, una selezione di Sangiovese in purezza. Riposa per 12 mesi in barriques e non subisce nessuna filtrazione. Un vino elegante e fine, prodotto da un vitigno difficile da coltivare, ma nel quale Michele Satta ha creduto fin dall’inizio della Doc Bolgheri e continua a credere nonostante molti suoi “colleghi” preferiscano i vitigni internazionali.
SOCIETA’ AGRICOLA SAN FELICE: Brunello di Montalcino Docg CAMPOGIOVANNI 2008. Rosso rubino intenso; il bouquet è articolato e va da note di frutta a bacca nera, in confettura, a sentori di tabacco, cuoio e rosmarino. Al gusto è vellutato e avvolgente.
IL GRIGIO DA SAN FELICE Chianti Classico Riserva Docg 2009. Il vino prende il nome da “Il Grigio”, leggendario condottiero rinascimentale, raffigurato nell’etichetta da un dipinto del Tiziano. Un prodotto ottenuto da una selezione di uve Sangiovese. Color rosso rubino profondo; il naso è intenso con il tipico sentore di viola e piccoli frutti di sottobosco. In bocca è austero, molto armonioso, con una buona freschezza che alleggerisce il tutto.
JERMANN: Vintage Tunina 2011: Sauvignon, Chardonnay, Ribolla Gialla, Malvasia Istriana e Picolit. Il profumo è intenso, di grande eleganza e intensità, con sentori di miele e fiori di campo. In bocca è asciutto, morbido, armonico, con una grande persistenza.
W…Dreams… 2011, prodotto da uve Chardonnay. Questo vino nasce con la vendemmia 1987, inizialmente si chiamava “Where the Dreams have no end…”, e aveva la particolarità di cambiare il colore della capsula ogni annata rifacendosi ai sette colori dell’iride più il bianco e il nero presenti sull’etichetta.
Nel 1996 diventa “Were Dreams, now it is just wine!” con la capsula blu sulla quale è stilizzata la cometa Hale-Bopp, questo per altri sette anni.
Infine, nel 2003 si ritorna all’origine con: “W…. Dreams … ……”, aggiungendo, sotto, l’anno del raccolto e disegnando Marte sulla capsula. 
CANTINE GIORGIO LUNGAROTTI: Torgiano Rosso Riserva Docg RUBESCO Riserva Vigna Monticchio 2007. Un vino elegante dal colore rosso rubino cupo; il bouquet va dalla marasca alla mora, con note floreali, mentolate e speziate. Il tannino è morbido ed elegante, con una PAI (persistenza aromatica intensa) importante. Un prodotto presentato in anteprima che troveremo in commercio verso febbraio/ marzo.
MASI AGRICOLA: Amarone della Valpolicella Classico Doc Riserva COSTASERA 2007, un uvaggio di Corvina, Rondinella, Oseleta, Molinara. All’olfatto si notano sentori di prugna, ciliegia in composta, con sfumature tostate di caffè e cacao; in bocca è elegante con un finale piacevolmente lungo.
ZORZETTIG: Spumante Brut “OPTIMUM OZ” Millesimato 2012, 100% Ribolla gialla. I profumi sono delicati e spaziano dalla crosta di pane alla frutta bianca matura con sfumature di erbe aromatiche. Bella la freschezza in bocca.
ARUNDA: L’Azienda si trova su un tranquillo altopiano, a Meltina, e con i suoi 1200 metri d’altezza, è la più alta cantina metodo classico d’Europa. Produce spumanti a denominazione Alto Adige, come ad esempio Cuvée MARIANNA Arunda, un blend di 80 % Chardonnay (affinato in barriques 12 mesi) 20 % Pinot Nero con una sosta sui lieviti di 48 mesi. Una bollicina che può reggere tranquillamente un tutto pasto.
Arunda Riserva extra brut Millesimato 2008, un blend di 60 % Chardonnay
e 40 % Pinot nero con un affinamento di almeno 50 mesi sui lieviti. Potremmo definirlo uno spumante da “meditazione” che sa affrontare anche piatti impegnativi.
PIO CESARE: BAROLO Docg 2009. Un Barolo dallo stile classico, di corpo ed elegante con tannini vellutati. Il bouquet è fruttato e speziato, con qualche peccato di gioventù.
BARBARESCO Docg 2009; eleganza e finezza sono le caratteristiche principali di questo vino. Le note fruttate si mescolano a quelle speziate. Di buona struttura e concentrazione.
CANTINE GIORGI: GIORGI 1870 GRAN CUVÈE STORICA Metodo Classico Docg; Pinot Nero 100%, 36 mesi sui lieviti. Bouquet ampio con note di salvia, pesca, albicocca, vaniglia e sfumature balsamiche con una bella persistenza sul finale.
FIRRIATO: RIBECA PERRICONE 2010 Igt Sicilia. Un vitigno autoctono difficile da trovare in purezza. Il bouquet rispecchia la terra d’origine; possiamo notare sentori fruttati, di prugna, carruba, e note speziate, di liquirizia, chiodi di garofano, ginepro con un finale salmastro. In bocca ha una bella corrispondenza gusto olfattiva.



21 ottobre 2013

DONNE DELLA GRAPPA OSPITI DI BORGO ANTICO SAN VITALE


DONNE DELLA GRAPPA OSPITI DI BORGO ANTICO SAN VITALE

Come ogni anno si rinnova l’appuntamento autunnale con Grapperie Aperte, manifestazione organizzata e promossa dall’Istituto Nazionale Grappa.
L’autunno e la fine della vendemmia segnano l’inizio dell’attività delle distillerie; Grapperie Aperte diventa, così, un’occasione per visitare gli impianti distillatori in piena attività. Gli intensi profumi delle vinacce si diffondono nell’aria, gli alambicchi lavorano a pieno regime e il vapore acqueo che si produce rende l’atmosfera ancora più suggestiva.

Come ogni anno l’Associazione “Donne della Grappa” ne approfitta per far conoscere e avvicinare questo mondo, da sempre maschile, all’altra metà del cielo. Quest’anno è stato  Borgo Antico San Vitale (Distillerie Franciacorta) a dare ospitalità all’Associazione in Rosa per una degustazione e un piccolo gioco di profumi. La Distilleria è di proprietà della Famiglia Gozio e Anna Gozio, socia sostenitrice dell’Associazione “Donne della Grappa”, grazie alla sua disponibilità e cortesia, ha reso possibile questo simpatico evento.
Gli ospiti hanno potuto, inoltre, visitare la distilleria artigianale, e, durante visite guidate, osservare tutti i processi produttivi dell’acquavite e della distillazione. Non si può non fare un accenno ai numerosi reperti storici autentici presenti in distilleria oltre a attrezzature d’avanguardia.
Il distillato scelto per il “momento in Rosa” è stato l’Acquavite di Castagne della Valle Camonica. Un originale prodotto della tradizione agricola di montagna che riscuote sempre un grande successo. Un distillato delicato che sprigiona, oltre alle note di castagne, anche sfumature vanigliate, floreali e di miele. In bocca è delicato e non aggressivo, colpisce la sua grande corrispondenza gusto-olfattiva. Tradizionalmente servito come fine pasto in abbinamento con pasticceria secca o con un classico castagnaccio, ma da provare anche con un formaggio di media stagionatura.
Lo possiamo trovare in un’elegante bottiglia, ispirata all’alambicco Charentais, impreziosita da una base di legno di rovere.
Se ci troviamo in Franciacorta una visita alla Distilleria è d’obbligo, anche perché il Borgo è stato oggetto d’indagine archeologica e di un’attenta azione di restauro durata circa 10 anni che, utilizzando tecniche e materiali della tradizione (pietra, mattone, legno), ha consentito di riacquistare la sua antica immagine e la suggestiva atmosfera del XVII secolo. Un modo diverso per passare una giornata tra arte e degustazioni, non solo di distillati, infatti, la Famiglia Gozio è anche proprietaria dell’Azienda “Castello di Gussago” che produce Franciacorta Docg e Curtefranca Doc.


19 ottobre 2013

TENUTA PALMERI


TENUTA PALMERI: ELEGANZA E POTENZA




Avola, Siracusa nella calda e assolata Sicilia; una Tenuta circondata da vigneti convertiti in biologico, leguminose tra i filari e grande cura della vite sono le linee guida della produzione di “Tenuta Palmeri”.
Dieci ettari vitati a Merlot, Syrah, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot, Nero d’Avola e Ancelotta, per quando riguarda i vitigni a bacca rossa; Chardonnay, Grillo e Moscato di Noto, per quelli a bacca bianca. L’allevamento ad alberello, tipico di questa regione, e quello a spalliera sono stati scelti per queste vigne “cullate” dalle brezze marine e “protette” dai monti circostanti.
Sono stata contattata a ottobre dall’amministratore per assaggiare la loro produzione: due rossi e un bianco. Non sapevo molto né dell’azienda né del blend usato per la realizzazione di questi vini, quindi, la degustazione che mi sono ritrovata a fare, è stata veramente alla cieca. Inizialmente ho assaggiato il Palmeri bianco 2009; un vino dal color giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso il bouquet è intenso, intrigante e abbastanza complesso; si sprigionano note di frutta gialla e tropicale, con prevalenza di pesca e melone, con un sottofondo di erba appena tagliata. Solo al secondo naso, la nota marcante del moscato, vitigno aromatico, viene fuori regalandoci sentori di salvia sclarea. In bocca si presenta morbido e avvolgente; l’entrata è bella, piacevole è la sensazione glicerica in bocca. Il finale non è lunghissimo e chiude con un retrogusto leggermente ammandorlato. Il residuo zuccherino è evidente, quasi abboccato. Grazie alle sue caratteristiche il prodotto trova l’approvazione di un largo pubblico sia femminile, per le note dolci, sia maschile per la sua particolarità.
Due i vini rossi in gamma: Palmieri Blu 2010 si presenta con un rosso rubino cupo e una bella massa colorante, quasi ink. Il bouquet evidenzia sentori di composta di mirtilli e more, note di sottobosco, profumi terziari in evoluzione. E’ un’alternanza di note vegetali, pietra focaia, note speziate e pepate. Al secondo naso si evidenziano sentori di resina e note balsamiche. L’alcol è un po’ prepotente all’inizio, ma si può anche concedere qualche “difetto” di gioventù. L’entrata è avvolgente, morbida e stupisce per la freschezza. Il tannino non è ancora ben integrato, ma essendo giovane, gli diamo ancora qualche anno per ingentilirsi. Il retrogusto è ammandorlato e ha una media persistenza.
Palmeri Rosso 2009, vino di punta dell’Azienda, si presenta di un rosso rubino cupo con sfumature granate. Un vino consistente; lacrime e archetti quasi a fatica si staccano dal bicchiere. Al naso risulta intenso e complesso; un bouquet sicuramente intrigante, etereo, vanigliato e fruttato; si evidenziano sfumature di mirtillo, cassis, resine, spezie dolci, ciliegie sotto spirito, menta e pino marittimo. All’inizio un po’ chiuso, si apre poi mettendo in mostra  tutte le sue potenzialità. L’entrata è suadente ed elegante. La glicerina avvolge delicatamente la bocca quasi a proteggere le papille gustative dall’importante titolo alcolometrico volumico; un alcol perfettamente integrato, non così evidente come all’aspetto olfattivo. Il tannino presente è morbido ed elegante; la persistenza gusto-olfattiva è incredibile, sembra non voler finire mai.
Entrambi i vini rossi stupiscono per la loro freschezza, l’acidità presente aiuta a dare “leggerezza” ai prodotti. Vini siciliani che rispecchiano il territorio, ma con un tocco di internazionalità la quale gli permette di farsi notare in tutte le occasioni. 

13 ottobre 2013

FRANCIACORTA IN BIANCO


FRANCIACORTA IN BIANCO

Franciacorta in Bianco, svoltasi nel Comune di Castegnato, è la storica rassegna nazionale per tutti gli appassionati e gli operatori del settore lattiero-caseario, arrivata alla sua diciottesima edizione. Un evento che ha, come obiettivo principale, mettere in luce il meglio della produzione lattiero-casearia nazionale e internazionale.
Il programma ha toccato momenti come la presentazione e la degustazione di prodotti di alta qualità provenienti da ogni parte d’Italia, convegni e spettacoli d’intrattenimento.
Come ogni anno durante questa manifestazione si è svolta la XVI edizione del Concorso Nazionale Assaggio Formaggi, organizzato da ONAF Lombardia, dedicato a tutti i produttori di latte e derivati presenti alla rassegna.
Ma come si classificano i formaggi? La distinzione viene effettuata, tra le varie tipologie di formaggio, secondo il tipo di latte utilizzato, del tipo di pasta o di crosta di cui sono composti e del processo di stagionatura al quale i formaggi sono sottoposti durante la produzione nei caseifici.
Durante il concorso, che ha coinvolto circa una ventina di Mastro Assaggiatori Onaf della Lombardia, sono stati assaggiati 51 campioni e per ognuno dei quali i giudici hanno compilato una scheda a punteggio. I formaggi sono stati divisi in tre categorie: formaggi caprini, vaccini e ovini, ognuna delle quali suddivisa in base alla stagionatura: fresco e stagionato. Per ognuna delle categorie, dopo aver fatto la media dei punteggi, sono stati premiati i primi tre classificati.

Una giornata piena sia per semplici appassionati sia per gli esperti del settore, un modo per passare una giornata diversa, per scambiare opinioni e pareri e, perché no, comprare prodotti interessanti, magari di non facile reperimento.

7 ottobre 2013

BOLGHERI ANCORA PROTAGONISTA GRAZIE A DARIO DI VAIRA


BOLGHERI ANCORA PROTAGONISTA GRAZIE A DARIO DI VAIRA

Bolgheri è ancora protagonista e fa parlare di sé grazie a Dario Di Vaira che ha vinto “Nuovi Fattori di Successo"; un concorso, organizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dedicato alle buone pratiche dell’agricoltura, riservato a imprenditori, under 40. Il concorso aveva come scopo premiare i giovani imprenditori in base alla valorizzazione delle produzioni, alla diversificazione dell’offerta commerciale, alla ricerca innovativa di contatto col cliente appoggiandosi a nuove strategie di comunicazione e che abbiano usufruito di finanziamenti nell'ambito dei fondi europei per lo sviluppo rurale.
Per gentile concessione di www.bolgherinews.it
Il secondo e terzo posto sono stati assegnati rispettivamente ad un imprenditore siciliano e ad uno piemontese; le prime tre aziende classificate saranno protagoniste di tre docu-film, la cui regia sarà assegnata a tre giovani registi di talento, selezionati dalle migliori scuole di cinema italiane.

Dario Di Vaira, una Laurea in Viticoltura ed Enologia alle spalle, inizia a condurre, a soli 26 anni, la giovane azienda vitivinicola di famiglia “Eucaliptus”; crede e punta sul concetto di filiera corta, filosofia che ha esteso al suo agriturismo e al suo ristorante “a km 0”. Anche la “vendita diretta” ha la sua importanza perché gli consente un rapporto diretto con il consumatore finale.
Dal 2008 ad oggi, racconta Dario, l’azienda ha investito più di un milione di euro per l’ammodernamento e la diversificazione. Di questo investimento 200 mila euro, sono stati stanziati a fondo perduto dalla Comunità Europea, di cui poi ha dovuto dimostrare di aver ottenuto un guadagno. Gli investimenti hanno riguardato l’intera cantina, dalla nuova struttura ai macchinari. “Siamo in grado - spiega Dario - di condurre il vigneto dalla potatura alla vendemmia, vinificare l’uva, affinare il vino e andare in bottiglia, tramite le più moderne attrezzature, senza l’appoggio o l’aiuto di terzi. Questo fa sì che tutti i processi di lavorazione siano controllati ed effettuati da me, in prima persona, con il vantaggio della tempestività d’intervento e il controllo della qualità del processo”.
Nel 2005 fa la sua comparsa “Clarice” Bolgheri rosso Doc, inizialmente un blend di Cabernet Sauvignon e Syrah. L’Azienda comprende quattro ettari vitati e produce circa 20.000 bottiglie tra Ville Rustiche Bolgheri Superiore Doc, Clarice Bolgheri Rosso Doc, Le Pinete Bolgheri Vermentino Doc e Rapè Chardonnay Toscana Igt.
Ville Rustiche è il fiore all’occhiello dell’azienda; il nome deriva dal ritrovamento di una stele funeraria d’ epoca romana del cavaliere Anaenius Farianus proprietario della Villa Rustica (primo esempio storico di azienda agricola con un proprio reddito) in località Puntone a Bolgheri dove risiedono alcuni vigneti aziendali. Un blend di Cabernet Sauvignon 60%, Merlot 30% e Petit Verdot 10% con un affinamento di 14 mesi in barriques nuove. Un rosso rubino tendente al granato che sprigiona un bouquet che va dai classici frutti di sottobosco, con un accento sul mirtillo, alle spezie dolci, con una leggera nota mentolata e resinosa di macchia mediterranea. In bocca risulta equilibrato ed elegante, un classico vino che può accompagnare piatti a base di carne rossa, della cucina locale. Ideale anche, come vino da simposio, insieme a un pecorino di media stagionatura.
Clarice, ha origine dal nome del podere dove risiede la prima vigna, acquistata, dalla famiglia Di Vaira negli anni 60, dal conte Giuseppe della Gherardesca padre di Clarice, moglie del marchese Mario Incisa delle Rocchetta, padre del Sassicaia. Si può dire che questo è il vino più rappresentativo dell’azienda. Un uvaggio di Cabernet Sauvignon 50%, Merlot 30% e Syrah 20% con un passaggio in barriques di 9 mesi. Un rosso rubino con una bella massa colorante che offre un bouquet semplice e diretto con note di piccoli frutti rossi e una leggera speziatura. In bocca colpisce l’acidità, il tannino ancora scalpitante e una bella corrispondenza gusto-olfattiva. Un vino che non ha problemi di abbinamento; si accompagna bene a varie preparazioni strutturate a base di pesce, come ad esempio il caciucco o la palamita, o alle classiche ricette di carne.

Quindi se ci troviamo a passare da Bolgheri è d’obbligo una sosta all’Aziena Eucaliptus e al suo ristorante a Km 0.