8 maggio 2015

NASCE LA CONSULTA NAZIONALE DEL VINO ITALIANO


Mi sembra doveroso diffondere questo comunicato stampa a cura di Studio Cru


Conoscere per sapere: il vino come istruzione e cultura


Presentarsi uniti per rilanciare i valori e la cultura enologica del nostro Paese.
È questa l'idea da cui nasce la Consulta Nazionale del Vino italiano, progetto che ha mosso ufficialmente i primi passi il 17 aprile 2015.

A Roma si sono infatti riuniti, su iniziativa di Onav, i rappresentanti delle maggiori associazioni del comparto vitivinicolo nazionale, allo scopo di riflettere su alcune tematiche di scottante attualità.

La Consulta Nazionale del Vino si propone di affrontare concretamente i problemi del settore a 360° divenendo, per il consumatore, un punto di riferimento per tutto ciò che concerne la conoscenza del mondo enologico ed al contempo, di essere elemento propositivo di interventi sul fondamentale tema dell'educazione al consumo.

Grazie all'adesione al progetto di una larghissima rappresentanza di Associazioni tra cui: Onav, Agivi, Ais, Aspi, Associazione Nazionale Le Donne del Vino, Movimento Turismo del Vino, Fisar, Fivi e SlowFood, oggi sono dunque state gettate le basi di quello che sarà un lungo percorso di sensibilizzazione nei confronti delle Istituzioni e dei consumatori. Ognuna delle associazioni presenti ha infatti, per propria natura, diversi approcci e finalità. Fondamentale è perciò trovare un linguaggio ed uno scopo comune, che consenta di approntare un piano di lavoro ben definito, che possa essere sottoposto alle istituzioni.

Il primo punto su cui si concentrerà il lavoro della Consulta sarà l'introduzione di una appropriata istruzione sulla vite e sul vino , sullo stile di alimentazione mediterraneo, in cui fondamentale è l'abbinamento cibo-vino, e  sul valore del territorio vinicolo italiano, della sua storia e della sua gastronomia già nel percorso scolastico, come avviene in altri Paesi dell'Unione Europea.

Di primaria importanza è infatti l'avvicinamento del consumatore al mondo del vino, alla sua storia millenaria e ai suoi valori perché solo attraverso la “conoscenza” si potrà dare nuovo respiro  al comparto, valorizzando quella tipicità ed unicità del prodotto vino così strettamente legata al territorio e alla cultura del Gusto Italiano.

La Consulta è aperta a nuove adesioni da parte di Associazioni ed Istituzioni e già in un futuro prossimo si prevede l'ampliamento dei partecipanti con alcune altre importanti presenze.



PERCHÉ FIVI ADERISCE ALLA CONSULTA DEL VINO ITALIANO

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti apporterà sostanza e concretezza per difendere lo stile e la cultura mediterranea

La FIVI è tra i fondatori della Consulta Nazionale del Vino Italiano. La sua convinta adesione nasce dall'esperienza maturata in ambito europeo con la CEVI, la Confederation Europeenne des Vigneron Independant, organismo che raggruppa le associazioni nazionali di vignaioli. In altri stati esistono già infatti tavoli di discussione interprofessionali che agiscono efficacemente sulle politiche nazionali, la cui esperienza potrà essere portata nel nostro paese dai Vignaioli Indipendenti.
La FIVI, che rappresenta solamente vignaioli che coltivano le proprie vigne e curano personalmente il proprio prodotto, si propone di portare alla consulta un apporto di concretezza e sostanza. “Attraverso la Consulta – spiega Saverio Petrilli, segretario nazionale della FIVI - possiamo operare educando ai valori di un modello produttivo agricolo legato al territorio”. Sono i valori che caratterizzano l'area Mediterranea e portano a considerare il vino come un prodotto della terra e un alimento della dieta quotidiana da consumare con naturale moderazione. Un modello di comportamento finora poco promosso in Europa, anche negli stessi paesi mediterranei.
“La nostra attività – prosegue Petrilli – si rivolgerà primariamente alle scuole. Rappresentano il nostro futuro, oggi così fortemente contaminato da modelli provenienti da tutto il mondo: mostreremo in maniera chiara cosa è il modello Mediterraneo, dando l'opportunità di scegliere consapevolmente e non passivamente. Inoltre ci rivolgeremo  alle istituzioni e alle forze politiche, fornendo il quadro completo delle necessità del nostro settore, dei problemi, del valore culturale ed economico che rappresenta”.

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FIVI - Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti
La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un'associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: "Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta".
Attualmente sono circa 900 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 9.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. 65 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale supera 0,6 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 240 milioni di euro. I 9.000 ettari di vigneto sono condotti per il 49 % in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 41 % secondo la viticoltura convenzionale


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5 maggio 2015

Camogli suggestivo scenario per VinidAmare 2015

Si è appena conclusa la XII° edizione di  "VINIDAMARE 2015, due giorni di degustazioni, tavole rotonde e Show Cooking a Camogli un’ambientazione perfetta per i vini liguri.

La mattina di domenica è stata dedicata alla degustazione dei vini sul lungomare del paesino. Visitatori e addetti ai lavori hanno potuto assaporare un vasto panorama della viticoltura ligure, dai classici a quelli meno conosciuti. Durante questi "salotti del vino" i produttori hanno presentato i loro vini accompagnando il pubblico in un mondo di profumi e sapori tipici di questa terra .
Nel pomeriggio è stata la famosa Abbazia di San Fruttuoso a essere lo scenario perfetto per una particolarissima degustazione dedicata a un ristretto numero di blogger.
Questi i vini scelti per l’occasione: Solarancio di La Pietra del Focolare in due splendide Magnum create apposta per l’evento, Reggimont e Salice di Verment Ing e Vin de Gussa, letteralmente vino di buccia, di Capellini, un prodotto ottenuto con un’antica tecnica di vinificazione.


La giornata si è conclusa con uno Show Cooking nel ristorante del rinomato Hotel Cenobio dei Dogi, dove lo chef Remo Ratti ha cucinato in diretta tre piatti della tradizione ligure abbinati a tre vini molto particolari.
Si è partiti dalla famosa focaccia di Recco accostata a Durlindana di Castel del Piano, una Pollera nera vinificata in bianco, un prodotto veramente particolare. Si è passati poi ai pansotti con salsa alle noci accompagnati da Albarola di Cantine Lunae Bosoni, un vitigno autoctono difficile da trovare vinificato in purezza. L’ultimo piatto preparato in diretta è stato il prodotto simbolo della Liguria: il pesto. Uno straordinario piatto di trofie al pesto abbinato al Pigato di Fontanacota; vale la pena ricordare che il Pigato è il vitigno a bacca bianca più coltivato nella Riviera ligure di Ponente.
Non potevano mancare i classici dolci liguri abbinati a Passito dei Neri di Il Monticello, ottenuto da uve con leggero attacco di Muffa Nobile. Dulcis in fundo una perla enologica della Liguria dolce: Cinque Terre Sciacchetrà dell’Azienda Buranco.

Mattatore della serata è stata Lisa Fontana, sommelier e food blogger; lo Show Cooking è stato ripreso in streaming, quindi anche chi si è perso questa bellissima serata potrà “gustarla” in video.



Lunedì 4 maggio, nella mattinata, a Cenobio dei Dogi, si è tenuta una tavola rotonda su temi e problemi del comparto che si conclusa con la consegna del Premio Città di Camogli Vinidamare 2015 ad Andrea Amedei, giovane autore della trasmissione Decanter.

Nel pomeriggio non poteva mancare una degustazione dei vini del territorio; grande è stata l’affluenza e molto positivo il riscontro del pubblico. Si poteva partire dalle bollicine per poi passare ai vini bianchi a base Vermentino, Pigato, Bosco, Albarola Bianchetta genovese, in blend o in purezza. Continuando si poteva passare ai rossi a base Vermentino nero, Ciliegiolo, Rossese, Ormeasco e Pollera nera; finendo con i vini dolci, ottenuti da uvaggio o da monovitigno, con un focus sul Cinque Terre Sciacchetrà!

Non ci resta quindi che darci appuntamento alla XIII° edizione!!!














La manifestazine VinidAmare 2015 è stata promossa da Città di Camogli, regione Liguria e Unioncamere Liguria in collaborazione con Enoteca Regionale della Liguria, Ascot Camogli, Hotel Cenobio dei Dogi e Fisar.

2 maggio 2015

Presentazione di "Vite e viti" a Bolgheri e Castagneto

Genius Loci La Terra è Viva, una manifestazione alla sua prima edizione organizzata a Castagneto Carducci.  Cinque weekend dedicati ad agricoltura e ambiente, architettura e paesaggio, cibo e vino, che traggono ispirazione dal pensiero e della pratica del marchese Mario Incisa della Rocchetta.
Domenica 10 maggio, coincide con la ventesima edizione di Castagneto a Tavola: il tradizionale pranzo in piazza, a base di tipici piatti castagnetani, accompagnati dai grandi vini della DOC Bolgheri.

All’interno di questa manifestazione domenica 10 maggio, alle ore 11.00, presso Frantoio Moratti, nel centro storico di Castagneto Carducci, ci sarà la presentazione del libro "Vite e viti "a Bolgheri e Castagneto di Davide Pes, edito da Europolis Editing.
L’autore, classe 1984, è un giovane laureato in viticoltura ed enologia presso l'Università di Pisa, con una specializzazione in scienze vinicole ed enologiche presso l'Università di Torino. Ha lavorato in alcune aziende della maremma e della bolgherese.

Un libro nato dall’idea di essere una fonte di semplice, pratica e di simpatica consultazione. Si rivolge ad un ampio pubblico che va dal curioso all’appassionato. La vite, i suoi frutti vengono raccontati immergendoli nella storia e nel paesaggio vitivinicolo di Bolgheri e Castagneto Carducci. Il titolo è scelto è molto diritto: "Vite e viti "a Bolgheri e Castagneto mentre l’esauriente bibliografia ci fa percepire il grande lavoro contenuto in questa pubblicazione.
Il lungo cammino vitivinicolo di questa zona fatto di persone, storia, paesaggi, tradizioni, tecniche innovative, arte, poesia, alchimia, intuizioni e, naturalmente, di vitigni, porterà il lettore fin dentro il bicchiere che si accingerà a degustare. Chiudono il cerchio brevissimi cenni di pedologia ripresi dal lavoro di "zonazione" svolto a partire dai primi anni Novanta dal gruppo di ricerca del professor Attilio Scienza dell’Università di Milano.
Lo studio del territorio di produzione di una DOC mira all’individuazione di zone ottimali dal punto di vista pedologico e climatico per vitigni con esigenze diverse.
L’esito dell’interazione tra vitigno, clima e suolo esprime la vocazionalità viticola di una determinata area atta a realizzare la migliore espressione produttiva e qualitativa del vitigno stesso.

La presentazione si concluderà con la degustazione di due vini che voglio rappresentare un collegamento tra tradizione e innovazione: Bolgheri Rosso Doc Tenuta Sant’Agata, un classico taglio bordolese, e Dinostro IGT Toscana Podere il Castellaccio, un Sangiovese in purezza.
  
Appuntamento quindi il 10 maggio alle ore 11.00 presso il Frantoio Moratti a Castagneto Carducci!




29 aprile 2015

DOCG WINE EXPERIENCE 2015

TORNA L'IMPERDIBILE APPUNTAMENTO CON LE DOCG ITALIANE
Tra assaggi, degustazioni, dibattiti e concorsi, sarà possibile ammirare anche il tastevin commemorativo che celebra i 50 anni della fondazione di AIS
Domenica 10 maggio 2015 – Villa Widmann, Bagnoli di Sopra (Pd)
 

Un'occasione unica per incontrare, in una sola location, tutte le DOCG d'Italia, accompagnate dai prodotti DOP provenienti da tutto il Bel Paese. È la “DOCG wine experience”, manifestazione organizzata dalla delegazione padovana di AIS Veneto che si svolgerà il 10 maggio 2015 presso Villa Widmann a Bagnoli di Sopra (PD), grazie alla collaborazione con il Comune di Bagnoli di Sopra, con il Consorzio di Tutela Vini DOC di Bagnoli e alla disponibilità del Dominio di Bagnoli.

Saranno trecento le etichette in degustazione, provenienti dalle 74 denominazioni di origine controllata e garantita, fiore all’occhiello del nostro Paese. Ad illustrare i vini e le caratteristiche dei territori di provenienza, ben 150 sommelier veneti a disposizione dei visitatori e dei wine lovers.

A fare da cornice alla manifestazione, la seicentesca Villa Widmann di Bagnoli di Sopra (Pd), storica sede del Dominio di Bagnoli e vero simbolo della DOCG Friularo.
Nell'antico granaio, per tutta la giornata del 10 maggio, si svolgeranno degustazioni guidate, dibattiti, workshop ed assaggi dei prodotti DOP più golosi d'Italia. L'appuntamento clou della manifestazione sarà certamente il concorso “Miglior Sommelier del Veneto”, vera e propria competizione di categoria che vede in gara una trentina di Sommelier, suddivisi nelle due categorie Sommelier e Sommelier Professionista. Una sfida che si svolgerà “a colpi di calice” e metterà in luce la preparazione dei 33 sommelier finalisti, arrivati alla finale dopo aver partecipato alla Scuola Concorsi AIS Veneto.

A decretare il vincitore 2015 sarà la giuria composta dal Responsabile Nazionale Scuola Concorsi e membro della Giunta Esecutiva Nazionale AIS Cristiano Cini, dal presidente AIS Veneto Marco Aldegheri, dal Responsabile Regionale Scuola Concorsi Graziano Simonella, da Arturo Stocchetti presidente di UViVe , da Ottavio Venditto Miglior Sommelier d’Italia 2014 ed Enrico Fiorini, Miglior Sommelier del Veneto 2014.

Infine, il pubblico presente a Villa Widmann potrà ammirare, per la prima volta, Il tastevin commemorativo realizzato in occasione del 50° compleanno dell'AIS, che si celebrerà il prossimo 7 luglio. Un'opera di alta oreficeria realizzata dal Maestro crotonese Gerardo Sacco, che il 10 maggio sarà in Veneto, proprio in occasione della DOCG wine experience. Questa opera d'arte sta infatti compiendo un vero tour fra le sedi AIS di tutto il Paese. Una simbolica staffetta che lo porterà, il 7 luglio, a Milano, dove sarà consegnato al presidente nazionale Antonello Maietta.

DOCG WINE EXPERIENCE vede il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Padova, della Camera di Commercio di Padova, di EXPO Milano 2015 e di numerose amministrazioni locali.

Informazioni e prevendite sul sito http://docg.wineexperience.info

27 aprile 2015

"VINIDAMARE 2015″ XII° EDIZIONE

Per gli enoturisti una due giorni da segnarsi nel calendario dove Camogli diventa lo scenario perfetto per una degustazione di vini liguri.
Domenica 3 e lunedì 4 maggio torna la XII° edizione di "VINIDAMARE 2015,
un evento dedicato esclusivamente ai vini liguri da quelli a denominazione di origine controllata a quelli indicazione geografica tipica, passando per i biologici, i passiti, gli spumanti e per tutti quei prodotti autoctoni che ci regala questa straordinaria regione affacciata sul mare. Ma i vini non saranno gli unici prodotti da poter degustare, infatti, saranno abbinati ai piatti della tradizione ligure.

Nel borgo turistico del Golfo Paradiso interveranno molti produttori che presenteranno le loro etichette al mondo alberghiero e della ristorazione, agli esercizi commerciali e alla stampa.
Sul lungomare, domenica, i visitatori potranno trovare l'info point curato dai commercianti camogliesi, in Via della Repubblica, trasformata, per l’occasione, in tanti "salotti del vino" dove i produttori liguri presenteranno i loro vini.
Lunedì 4 maggio, nella mattinata, al Cenobio dei Dogi, è stata programmata una tavola rotonda sui temi e i problemi del comparto che si concluderà con la consegna del Premio Città di Camogli Vinidamare 2015.
Nei due giorni della manifestazione, i ristoratori di Camogli proporranno nei loro menu un piatto ad hoc della cucina di mare abbinato a un calice di vino di Liguria.

Il programma completo lo si può trovare sul sito Vinidamare 2015.


7 aprile 2015

Il Tai Rosso: 50 sfumature di un vitigno a bacca rossa

Il vitigno, un tempo noto come Tocai, analogamente al Tocai del Friuli, per decisione della Comunità Europea, dal 2007 prende il nome di Tai per il Veneto e Friulano per il Friuli.
Nota etimologica paradossale della denominazione “Tai” è che, tale espressione, benché sia stata attribuita alla sola produzione del Veneto, è in realtà di origine friulana: in dialetto friulano significa "taglio".
Il Tai Rosso, è la varietà autoctona per eccellenza dei Colli Berici, ma, non solo, con i suoi circa 200.000 ettari è il vitigno con la maggiore superficie vitata al Mondo. Diffuso principalmente nel Nord della Spagna, terra d'origine, circa 100.000 ha, lo troviamo coltivato in Aragona, Castiglia, Paese Basco ed Catalogna. Apprezzatissimo anche in Francia con 90.000 ha, tra Roussillon, Languedoc, Valle del Rodano e Provenza, in Portogallo, in Italia, in Grecia, in Messico, in Sudafrica, in California ,regione di Chaparral, in Cile , a Sud di Santiago, in Australia, zona di Perth, ecc.
Il vitigno d’origine è il Grenache Noir, ma poco a poco si sono sviluppate le forme a bacca grigia e a bacca bianca principalmente al momento dell'espansione dei vini dolci naturali.
Molti i sinonimi ufficiali. In Italia ad esempio troviamo: Cannonau in Sardegna, Tai rosso in Veneto, Gamay perugino in Umbria; questo secondo il  Registro Nazionale delle varietà d'uva pubblicato sul sito del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf).

Il suo patrimonio genetico è pressoché identico dappertutto, ma l’influenza del terroir e delle interpretazioni fornite dalle diverse culture enologiche hanno portato a vini molto differenti tra loro. In generale il Grenache Noir dà vini ricchi in alcool, con una piacevole morbidezza, una bella intensità aromatica con note di frutta matura, prugne, visciole e piccoli frutti neri; è caratterizzato inoltre da una bella struttura che gli conferisce un grande potenziale d'affinamento.
Vinificato nella versione dolce naturale, il Grenache ha note speziate come cacao, caffè, caramello e sfumature di frutta secca come noci, fichi, uva passa e amarene in confettura.


A Vinitaly 2015 lo Studio Cru, con la collaborazione del Consorzio vini Colli Berici e Vicenza, ha organizzato una degustazione, condotta dagli stessi produttori, che ha raccontato le diverse espressioni del Grenache in Italia, dove assume nomi diversi a seconda della zona: Tai Rosso (Colli Berici), Cannonau (Sardegna), Gamay Perugino (Umbria), Granaccia di Quiliano (Liguria), Vernaccia di Serrapetrona (Marche) e Alicante Nero (Toscana).
I vini in degustazione sono stati:
   Muraro Severino, Colli Berici Doc Tai rosso 2014
   Ampeleia, Costa Toscana IGT Alicante 2013
   Madrevite, Umbria Igt Rosato La Bisbetica Rosé 2013
   Innocenzo Turco, Riviera Ligure di Ponente Doc Granaccia 2013
   Pegoraro, Colli Berici Doc Tai rosso 2013
   Quacquarini, Serrapetrona Doc 2012
   Piovene Porto Godi, Colli Berici Doc Tai rosso Thovara 2012
   Azienda agricola Fratelli Puddu, Cannonau di Sardegna DOC Nepente di Oliena Classico 2011


Un vero trionfo di note aromatiche e sfumature cromatiche che ci mostrano la grande duttilità di questo vitigno a cui da un paio di anni viene dedicato il Concorso Grenanche du Monde.






28 marzo 2015

Garda Day

Garda Day: narrazioni, dibattiti e degustazioni all’interno di “Olio Officina Food Festival”

Dal 22 al 24 gennaio, il Palazzo delle Stelline nel cuore di Milano, è stato il palcoscenico della quarta edizione di Olio Officina Food Festival; tre giorni intensi, un programma ricco e variegato.
Durante la prima giornata è andato in scena Garda Day: uno spazio interamente dedicato all’apprezzatissimo olio extra vergine di oliva Garda DOP. L’intento è stato mettere in luce non solo l’olio, in quanto tale, ma anche altri aspetti correlati come il turismo dell’olio, che rappresenta uno dei punti di forza, sempre molto gradito e in continua crescita.
Il via ai lavori è stato dato da Luigi Caricato ,patron della manifestazione e autore del libro “Olio di lago”, che insieme a Laura Turri, vicepresidente Consorzio DOP Garda , ci hanno ricordato la presenza degli uliveti sul territorio fin dal III sec. d. C. Si è poi illustrato l’importanza della DOP e le proposte dell’olioturismo, esistito da sempre sul Lago, alla cui base c'è la tipicità del prodotto, che grazie ad oliveti e frantoi accomuna tre regioni: Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige. Laura Turri, proprietaria dell’omonimo Frantoio Turri di famiglia, ci spiega l’importanza del paesaggio, che, a volte, si dà per scontato, ma che non passa inosservato ai visitatori stranieri.
La stessa ha anche anticipato che, dopo ben 18 anni, fine dicembre 2014 il Consorzio di Tutela Olio Extra Vergine di Oliva Garda DOP ha vinto la battaglia per correggere il disciplinare di produzione dell’Olio Garda DOP. Ad esempio si può utilizzare la denominazione unica «Garda» per tutta la produzione ottenuta nella zona geografica delimitata eliminando l’obbligo di utilizzare le menzioni geografiche aggiuntive . Sono stati, inoltre, migliorati alcuni parametri produttivi e qualitativi dell’olio e implementate le informazioni in etichetta a maggiore garanzia dei consumatori; come la descrizione organolettica generale dell’olio DOP «Garda».
L’acidità massima totale, espressa in acido oleico, passa da 0,6% a 0,5 % massimo per tutta la produzione Garda, valore precedentemente richiesto solo per la produzione Garda Trentino.
Il valore massimo dei perossidi viene uniformato ad un valore pari a 14, anche in questo caso limite precedentemente fissato solo per la produzione Garda Trentino. È stata corretta la dimenticanza del termine tradizionale Frantoio accanto alla varietà Casaliva, termine erroneamente omesso nella domanda originale del 1996 per il Garda Orientale e presente nel Garda Bresciano e Trentino. La presenza anche del nome Frantoio come nome tradizionale degli olivi, insieme o in sostituzione di Casaliva, è testimoniato dalle liste varietali dei comuni della sponda orientale del lago, elencate nei testi di olivicoltura degli anni ottanta.
Per lo stesso motivo è stato necessario correggere il termine «Less» o «Lezzo», vecchi sinonimi di Leccino, sostituendoli con «Leccino». La correzione degli errori ha permesso di stabilire per la denominazione unica «Garda», il «Garda Orientale» e il «Garda Bresciano», la seguente composizione varietale: Casaliva, Frantoio e Leccino per almeno il 55 %; possono altresì, concorrere altre varietà presenti negli oliveti in misura non superiore al 45 %. Tale correzione non modifica la composizione varietale reale degli oliveti, in quanto rispecchia da sempre la realtà olivicola produttiva dei comuni attorno al lago di Garda orientale e non determina differenze nell’olio che mantiene la sua uniformità per tutta la denominazione Garda, avendo solo «differenze organolettiche che solo degli esperti possono percepire», come già riportato nel documento originale del 1996. Le rese sono state portate da 5 000 a 6 000 kg/ha.
L’intervento di Laura Turri si è concluso con la presentazione di 5 infografiche che raccontano il territorio e che aiuteranno i consumatori a capire meglio la realtà della DOP.
Degno di nota l’intervento di Maria Loda, imprenditrice in estetica naturale, che spiega come l’olio si possa usare nel campo della cosmesi per ottenere prodotti di nicchia come i suoi saponi, dal valore “artistico” vista la limitatissima produzione e alta qualità conferitagli dalla materia prima.
Proseguendo Michele Bertuzzo, di Studio Cru, ha proiettato, in anteprima il cortometraggio d'autore realizzato da Mauro Fermariello di Winestories.

La giornata si è conclusa con una degustazione di 6 oli, tre da blend e tre monovarietali di Casaliva, condotta da Paolo Venturini, del Frantoio Montecroce, e un brindisi con un Bardolino DOC Chiaretto Spumante.



















                                           Articolo in parte già pubblicato su Viniplus di Lombardia  n° 8 marzo 2015